Parole in gioco

luglio 17, 2016

Le storie sono pesci – all’Acquario con Sciolí – Sillabe

Filed under: Canzoni,Libri,Roberto Piumini,Uncategorized — paroleingioco @ 7:12 pm

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C’era una volta un pesce e un bambino,
due personaggi molto silenziosi,
però, quando uno all’altro fu vicino,
si udirono parole,
si udirono racconti,
suoni meravigliosi.

Le storie sono pesci
che nuotano nel mare,
però non sono mute,
e sanno raccontare.

Uno respira in acqua e l’altro in aria,
uno sta dentro l’acqua e l’altro fuori,
ma in coppia sono cosa straordinaria,
si dicono parole,
si dicono pensieri,
magnifici rumori.

Le storie sono pesci…


Cantanti
Andrea Basevi
Clementina Basevi
Patrizia Ercole
Silvia Olmi

Musicisti
in collaborazione
con il Conservatorio “N. Paganini” di Genova
Arianna Musso, flauto
Erica Parodi, flauto
Yesenia Vicentini, violino
Carola Puppo, violoncello
Silvia Ottaviani, piano
Niccolò Sansalone, piano
(allievi del Conservatorio “N. Paganini”)

Registrato nel febbraio 2016
presso Zerodieci Studio di Genova
Tecnico del suono Luca “Nash” Nasciuti

testo Roberto Piumini
musica Andrea Basevi
illustrazioni Silvia Bertoni

Sillabe, casa editrice
http://www.sillabe.it/it/

 

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giugno 30, 2014

La storia del fiero cacciatore

Filed under: Fiaba,Filastrocca,Libri — paroleingioco @ 9:22 pm

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Era il mattino, e il fiero cacciatore
Col suo nuovo giubbetto che ha il colore
Dell’erba fresca in un bel dì d’aprile,
Col corno, col carniere e col fucile,
Sen va pei campi e per le dense selve
A far gran preda di tremende belve.

Gli occhiali ha collocato sovra il naso
E d’affrontar la lepre è persuaso.
La lepre intanto, che fra l’erba siede,
Ride del cacciator che non la vede.

Ma sotto il sol, che lo rendeva ansante,
A lui pare il fucil troppo pesante.
Sotto una pianta a riposar si giace,
E la lepre lo guarda e sen compiace.
Quando il sente russar beatamente,
La lepre s’avvicina all’imprudente;
Gli porta via lo schioppo e poi gli occhiali.
E via sen corre, quasi avesse l’ali.
La lepre sul nasino ha collocato
Gli occhiali ed il fucile ecco ha spianato.
Prende di mira il fiero cacciatore,
A cui per il terror traballa il core.
Ei fugge strepitando: ” Aita, aita,
Gente, gente, salvatemi la vita! ”

Davanti a un pozzo il cacciatore è giunto
Vederlo e saltar dentro è solo un punto.
A lui preme salvar la vita cara.
La lepre in quel momento il colpo spara!

Del cacciator la moglie al finestrino,
I1 caffè si sorbiva in un piattino.
La lepre, col suo colpo, le spezzò
I1 piattin nelle mani, ed ella: “Ohibò! ”
Indignata proruppe. Il leprottino
Della lepre gentile figliolino,
Accanto al pozzo, sull’ameno prato
Sen giaceva tranquillo, accoccolato,
Quando una goccia di caffè bollente
Ecco gli casca sul nasin; repente
Si scote e grida: ” Chi mi brucia il naso? ”
E vede il cucchiaino al suol rimaso.
Lo prende e lambe col sottil linguino
Lo sgocciolante umore zuccherino.

Heinrich Hoffmann

Pierino Porcospino – Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann
Tradotto in italiano da Gaetano Negri

giugno 24, 2014

La tristissima storia degli zolfanelli

Filed under: Filastrocca,Libri — paroleingioco @ 8:51 pm

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Di sala in sala, Paolinetta
Gira e rigira, sola soletta.
Di casa uscendo la sua mammina
Disse: ” Ricordati di star bonina “,
Ma, se non teme d’esser sgridata,
Grida, fa il chiasso quella sventata.

Ecco essa vede sul tavolino
De’ zolfanelli lo scatolino.
” Oh, che grazioso bel giocherello!
Io voglio accendere lo zolfanello.
La mamma accenderlo veduto ho spesso,
Io vo’ ripetere quel gioco istesso. ”

E Minz e Maunz, i due gattini,
Alzano al cielo i lor zampini.
Gridano: “Il babbo questo non vuole,
Più non rammenti le sue parole?
Miao, miao, miao.
Suvvia, finiscila con questo gioco,
Che c’è pericolo di prender foco. ”

Ai due gattini Paolinetta,
Intenta al gioco, non può dar retta.
Ecco la fiamma s’accende e brilla,
Crepita il legno, scoppia, scintilla.
Tutta contenta la pazzerella
Agita il foco, ride, saltella.

E Minz e Maunz, i due gattini,
Alzano al cielo i lor zampini.
Gridan: ” La mamma questo non vuole.
Più non rammenti le sue parole?
Miao, miao, miao!
Suvvia, finiscila con questo gioco,
Che c’è pericolo di prender foco. ”

Ahimè! la fiamma la bimba investe,
Ardon le trecce, arde la veste.
Corre la misera di loco in loco,
Non c’è più scampo, è tutta in foco.

E Minz e Maunz inorriditi
Mandano acuti urli infiniti.
Miao, miao, miao!
Qui, qui venite, venite in fretta
Muore bruciata Paolinetta “.

Brucia in un soffio, sfuma in un punto
Veste e persona, tutto è consunto.
Un po’ di cenere e due scarpini,
Cara memoria de’ suoi piedini,
È quel che resta! Non c’è più nulla
Di quell’indocile, vispa fanciulla!

E Minz e Maunz, i due gattini
Tergon le lagrime coi lor zampini,
Miao, miao, miao!
Ahi, babbo e mamma, ahi, dove siete?
Ahi, vostra figlia più non vedrete! ”
Come un ruscello che irriga i prati
Scorron le lagrime dei desolati.

Heinrich Hoffmann

Pierino Porcospino – Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann
Tradotto in italiano da Gaetano Negri

La storia del cattivo Federico

Filed under: Filastrocca,Libri — paroleingioco @ 8:21 am

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Vo’ narrarvi un gran castigo
Ch’è toccato a Federigo.
Delle bestie il patimento
Era a lui divertimento.
Alle mosche quel monello
Appressavasi bel bello,
Se posar vedeale chete
Sulla candida parete.
Zaf ! la mano egli serrava,
E le incaute imprigionava.
Poi le alucce dell’insetto
Via strappava per diletto.

Con in man lo sgabellino
Un dì uccise il canarino.
Inseguiva come un matto
La gallina, il cane, il gatto,
Ed un giorno quel feroce,
Spenta in lui del cor la voce
Quasi crederlo non lice,
Bastonò la sua nutrice!

Stava un cane a una sorgente
E beveva avidamente.
Gli s’appressa il birichino,
E, col piede e col frustino,
Lo percote. Il can guaisce,
Egli i colpi ribadisce,
Finché il cane a lui s’avventa
Ed il piè ch’è alzato addenta.
Federigo piange ed urla,
Ed il can gli fa una burla.
Lascia libero il nemico,
Spicca un salto, e, in men che dico,
Il frustin ch’è al suol cascato
Piglia in bocca, e difilato
Via sen corre vincitore
Del crudel persecutore.

Giunto a casa, il morsicato
Tosto a letto fu mandato,
Ché la gamba gli doleva
Sì che, notte e dì, gemeva.
Il dottor con grave piglio
Stava al piè del suo giaciglio.

E un’amara medicina
Gli versava ogni mattina.
Sul sedil del birichino
Siede a tavola il mastino,
Ed al posto del ferito,
Mangia il pranzo già allestito,
Il frustin con sé ha portato,
Sul sedile l’ha posato,
E lo tiene con gran cura
Ricordando l’avventura!

 
Heinrich Hoffmann

Pierino Porcospino – Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann
Tradotto in italiano da Gaetano Negri

giugno 21, 2014

I bambini giocano

Filed under: Filastrocca,Libri,Roberto Piumini — paroleingioco @ 8:54 pm

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I bambini giocano con la sabbia
e qualcuno si arrabbia.
I bambini giocano con il sole
e qualcuno non vuole.
I bambini giocano con la voce
e qualcuno diventa feroce.
I bambini fanno festa
e qualcuno protesta.
I bambini giocano coi bambini
e qualcuno li fa stare buonini.

 

 

Roberto Piumini
dal libro Filastrocche con Holly Hobbie di Roberto Piumini
Arnoldo Mondadori Editore

marzo 1, 2013

Nella casa di Mafalda

Filed under: Libri,Poesia,Roberto Piumini — paroleingioco @ 11:07 am

mafalda

Nella casa di Mafalda,
piccolina, bella e salda,
è accaduto, senti senti,
un arrivo di parenti.
Prima, senza telegramma,
è arrivata la sua mamma,
e insieme anche il papà:
dove mai li metterà?
Li sistema in un baleno
nella stanza a pianterreno.
Poi arriva, senza avviso,
la cugina Fiordaliso.
Dove metterla? Vediamo…
Può dormire sul divano!
Dlin dlon! suonano alla porta:
è zia Nella, tutta smorta,
con i suoi tre gatti neri
e tre pesci nei bicchieri.
E Mafalda, quieta e zitta,
li sistema su in soffitta.
Toc toc! E chi bussa ancora?
C’è zio Pippo con signora
e i suoi otto bambini!
Otto sono gli scalini…
Sulla scala andranno a letto:
ogni bimbo ne ha un pezzetto!
E zio Pippo, poverino?
Sistemato nel camino!
E sua moglie, poverina?
Sistemata giù in cantina!
Nella casa di Mafalda
si sta stretti, ci si scalda,
si sta in piedi su una gamba,
si sta a pranzo in posa stramba:
sono, in tutto, circa venti,
un po’ stretti, ma contenti…
Dlin dlon! Come? C’è qualcuno?
Quel tesoro di zio Bruno
con la scimmia e con il cane,
e sei caschi di banane!
Figuriamoci il risotto:
pesci sopra, scimmie sotto,
scivoloni sulle bucce,
gatti neri nelle cucce,
urla, grida, inseguimenti,
gomitate in mezzo ai denti,
spinte, strilli, ruzzoloni,
centomila confusioni:
e la casa di Mafalda
non è piú poi cosí salda…
Cosí, silenziosamente,
senza dire proprio niente,
sai Mafalda cosa fa?
La valigia, e se ne va.
Va in vacanza nel deserto,
dove l’orizzonte è aperto.
Va in vacanza in mezzo al mare,
dove ci si può allargare.
Va in vacanza ai quattro venti,
dove non ci son parenti.

Roberto Piumini

febbraio 15, 2013

Una bottiglia

Filed under: Libri,Poesia,Roberto Piumini — paroleingioco @ 1:32 pm

bottiglia

Una bottiglia d’acqua minerale
si senti male.
Disse al dottore
(un cavatappi blu):
“Ho come
un cerchio stretto sulla testa
e non ne posso più.”

Il medico la prese
si appoggiò
con una mossa lesta la stappò.

La bottiglia stappata
subito
si senti
tutta gasata
e appoggiata all’orlo dei bicchieri
che ascoltavano attenti
disse mille parole effervescenti
e lunghissime frizzanti risate
fin quando si senti
tutta vuotata
e si rimise
dritta
un po’ orgogliosa.

Una lacrima lenta
scivolava
sull’etichetta rosa.

Roberto Piumini

Illustrazione: Dmitriy lyalyakov

febbraio 12, 2013

Mescolando del buon tè

Filed under: Libri,Poesia,Roberto Piumini — paroleingioco @ 9:27 am

te

Mescolando del buon tè
ho pensato un poco a me:
nella tazza saporita
c’era tutta la mia vita.
Quando ero piccolino
ero al latte e zuccherino,
ora sono un giovanotto:
sono forte, brucio e scotto,
quando poi sarò in pensione
sarò tiepido, e al limone.

Roberto Piumini

giugno 25, 2012

Sbadiglio

Filed under: Canzoni,Libri,Poesia,Roberto Piumini — paroleingioco @ 8:18 pm

Di sicuro si sa che è contagioso:
se lo vedi lo fai, immediatamente.
In questo, assomiglia al sorriso,
un gesto che si specchia nella gente.

L’hanno studiato a lungo, lo sbadiglio,
l’hanno studiato approfonditamente,
hanno scoperto che non è un raglio,
ma, di preciso, non se ne sa niente.

Si sa che viene quando si è annoiati,
se si ha sonno, o fame, o per fatica,
ma anche se si è un po’ intimoriti,
ma cosa proprio sia, non si sa mica.

Forse è fame d’aria, per reagire
al sonno, alla paura, alla stanchezza,
forse è un modo per non far vedere,
quando si è deboli, la debolezza.

Di sicuro si sa che è contagioso:
se lo vedi lo fai, immediatamente.
In questo, assomiglia al sorriso,
un gesto che si specchia nella gente.

poesia di Roberto Piumini

musica di Andrea Basevi

Coro Aurora di Bastia Umbra
diretto da Stefania Piccardi – 2011

videoclip di Patrizia Ercole

Pipì a letto

Filed under: Canzoni,Libri,Poesia,Roberto Piumini — paroleingioco @ 8:13 pm

 

Quando si dorme, e quando si sogna,
esce dal corpo, a volte, la pipì:
esce inavvertitamente, e bagna
un po’ il lenzuolo, e rimane lì.

E’ come se, talvolta, un rubinetto
si aprisse, dentro, e lasciasse uscire
un poco di pipì, oppure tutto,
e intanto, tu, continui a dormire.

Succede, forse, perché qualche cosa,
di giorno, ti ha un po’ preoccupato,
e la tua mente, pur dormendo, è tesa:
dormi, ma sei ancora emozionato.

A molti, da bambini, capitava:
mamma e papà, se chiedi, ti diranno
quando anche a loro, allora, accadeva:
un po’ di pipì a letto è poco danno.

poesia di Roberto Piumini

musica di Andrea Basevi
Coro Aurora di Bastia Umbra
diretto da Stefania Piccardi — 2011

videoclip di Patrizia Ercole

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