Parole in gioco

gennaio 30, 2009

Poesie sui punti cardinali

Filed under: Classe IV,Geografia,Poesia — paroleingioco @ 3:29 pm



Don Chisciotte

Un bambino dormiglione,
che viveva in Settentrione,
si svegliò a mezzanotte,
per raggiungere Don Chisciotte.
Al Nord dovette andare,
e si mise così a cercare.

Arrivato il mezzogiorno,
quanta gente aveva intorno,
qualcuno disse: “Benone!
Adesso cercatelo in Meridione!

Al Sud si recò,
notte e giorno camminò,
fino a che la sveglia lo destò.

 

Per fare una torta

Ho nella mente un ingrediente
che cresce solo in Medio Oriente,
farina abbondante
che proviene da Levante,
sempre da Est vengon le uova
che la Bianca gallina cova,
burro, zucchero,vaniglia,
dell’Occidente sono una meraviglia
e da Ovest prendo il latte
che piace tanto alle mie gatte.

 
scritte da Lucia (classe IV)

Paesaggi italiani: carte mute, photogallery, puzzle, animazioni

Filed under: Classe IV,Didattica,Geografia — paroleingioco @ 2:34 pm

Materiale didattico per la classe quarta, per lo studio di montagne, colline e pianure italiane:
la montagna le Alpile Alpi Apuane
il paesaggio collinare italiano
le pianure italiane

educational puzzle
:
i paesaggi

Fonte http://lamaestravisaluta2.blogspot.com/

gennaio 28, 2009

LETTERA AI GENITORI SULL’HANDICAP

Filed under: Formazione,Pedagogia — paroleingioco @ 8:26 pm

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Cari Genitori
Sono genitore anch’io, quindi capisco: voi volete il meglio per un figlio, per una figlia. La scuola migliore, i migliori professori, i migliori colleghi. Voi volete che i figli escano dalla scuola ben equipaggiati per la vita. Bisogna avere una buona educazione perché la vita è dura e sopravvivono solo i più adatti. Capisco, quindi che voi abbiate storto il naso quando siete venuti a conoscenza della politica scolastica di collocare bambini portatori di handicap e figli di immigrati nelle stesse classi dei bambini “normali”. I vostri nasi storti dicono: “Non ci piace! Non è giusto!”. Il problema comincia con un dato di fatto: i disabili sono anche fisicamente differenti, arrivando a volte ad avere un’apparenza strana. E questo crea già in partenza un malessere – diciamo – estetico. A complicare tutto c’è il fatto che i bambini disabili apprendono più lentamente. I professori saranno obbligati a rallentare il ritmo per fare che essi non rimangano indietro. Questo, evidentemente, costituirà un danno per gli alunni “normali”, belli e intelligenti… Perché bisogna essere realisti: la scuola è una maratona per l’università e per la vita. Quindi… giusto sarebbe avere scuole separate “speciali”, dove i disabili apprenderebbero quello che possono, senza intralciare gli altri.
Se pensate così, io vi dico: fate in modo di cambiare il vostro modo di pensare rapidamente perché, altrimenti, voi coglierete frutti amari nel futuro. Lo vogliate o no, il tempo si incaricherà di rendervi “disabili”.
Tu immagini una vecchiaia deliziosa. Hai perfino comprato una cascina con piscina e alberi. Ah, che delizia! I nipotini tutti riuniti nella “cascina dei nonni” a fine settimana! Dimenticatelo. Gli interessi dei nipotini sono ben altri. A loro non piace convivere con vecchi disabili. Non hanno imparato a convivere con i disabili. Potevano aver appreso a scuola, ma non 1’hanno fatto, perché ci sono stati genitori che hanno protestato contro la presenza dei disabili.
Il primo compito dell’educazione è insegnare ai bambini ad essere se stessi (cosa estremamente difficile). Fernando Pessoa dice: “Io sono l’intervallo tra il mio desiderio e ciò che i desideri degli altri hanno fatto di me”. Frequentemente le scuole cancellano i desideri dei bambini con i desideri di altri che sono loro imposti. Il programma della scuola, quella teoria di saperi che i professori tentano di insegnare, rappresenta i desideri di un altro, non del bambino. Forse di un burocrate che poco capisce i desideri dei bambini. È necessario che le scuole insegnino ai bambini a prendere coscienza dei propri sogni!
Il secondo compito dell’educazione è insegnare a convivere. La vita è convivere con una fantastica varietà di esseri, esseri umani, vecchi, adulti, bambini, delle etnie più svariate, delle culture più svariate, delle lingue più svariate, animali, piante, stelle… Convivere è vivere bene in mezzo a questa diversità. Le persone portatrici di handicap o differenze sono parte di questa diversità. Esse fanno parte del nostro mondo e hanno il diritto di stare qui. Hanno diritto alla felicità.
Ricordo una pagina del mio libro di lettura delle elementari. Viveva in Cina una famiglia: papà, mamma, il figlio di cinque anni e il nonno, già anziano, con poca vista, mani tremanti. A tavola già gli era capitato più volte di lasciar cadere il piatto. La madre arrabbiata con questo giacché ci teneva ai suoi piatti, disse al marito: “Tuo padre non è più in condizioni di usare piatti di porcellana!”. Il marito, non volendo contrariare la moglie, risolse a malincuore di comprare per il nonno, suo padre, una scodella di legno e posate di bambù. Al primo pranzo nel quale il nonno mangiò nella scodella, il nipotino rimase meravigliato. Il papà gli spiegò tutto e il bambino rimase in silenzio. In seguito il papà sorprese il figlioletto che tentava di fare un buco in mezzo ad un pezzo di legno con un martello e uno scalpello: voleva preparare la ciotola per quando il papà sarebbe diventato vecchio!
Perché è questo che avviene: se i tuoi figli non imparano a convivere con bambini e adolescenti disabili, non sapranno convivere con te quando diventerai disabile. Un abbraccio. Rubem

Rubem Alves

gennaio 27, 2009

La storia di Francesco De Gregori

Filed under: Canzoni — paroleingioco @ 11:44 am

gennaio 26, 2009

27 gennaio Giorno della memoria

Filed under: Formazione — paroleingioco @ 10:59 am

La farfalla

L’ultima, proprio l’ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
così gialla, così gialla!
l’ultima,
volava in alto leggera,
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana
di ghetto:
i miei mi hanno ritrovato qui
e qui mi chiamano i fiori di ruta
e il bianco candeliere di castagno
nel cortile.
Ma qui non ho rivisto nessuna farfalla.
Quella dell’altra volta fu l’ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.

Pavel Friedann, Poesie e disegni dei bambini di Terezin, 1942-1944, trad. di G. Gandini e M. De Micheli, Lerici, Milano.

Terezin è una cittadina a circa settanta chilometri da Praga. Quando, nel 1941, la Polonia fu invasa dai Tedeschi, la cittadina diventò un ghetto per gli Ebrei.
Tra le sue antiche mura a forma di stella, vennero ammassati quindicimila bambini e ragazzi, strappati dalle loro famiglie e destinati al campo di sterminio di Auschwitz. Solo un centinaio di loro riuscì a salvarsi.
Sotto la guida di qualche maestro che faceva loro scuola di nascosto, tanti bambini a Terezin hanno continuato a scrivere, dipingere e cantare fino alla fine…
Del loro passaggio a Terezin è rimasta una commovente testimonianza, rappresentata da alcune migliaia di disegni e qualche decina di poesie. Di tali documenti, che furono oggetto di affettuoso studio da parte di psicologi, letterati ed artisti, traspare una maturità di pensiero straordinariamente precoce, la straziante consapevolezza di un destino inesorabile, e soprattutto il disperato, insopprimibile anelito alla vita delle giovani vittime. Nella maggior parte dei versi, già di per sé toccanti per i motivi ispiratori e la vicenda umana che sottintendono, sono presenti valori poetici autentici, che stupiscono per l’altissimo, imprevedibile livello di forma e linguaggio e la sconvolgente capacità espressiva.

gennaio 25, 2009

Mafalda – Buongiorno mondo

Filed under: Cartoons — paroleingioco @ 6:38 pm

Se la vostra giornata vi sembra povera…

Filed under: Poesia — paroleingioco @ 6:13 pm
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Se la vostra giornata vi sembra povera
non accusatela.
Accusate voi stessi
di non essere abbastanza poeti
per chiamare a voi le sue ricchezze.

Rainer Maria Rilke – Foto di Patrizia Ercole © Centro Comunitário “Oscar Romero” – São Paulo (Brasil)

gennaio 22, 2009

ESERCIZI DI STILE di Raymond Queneau

Filed under: Didattica,Giochi,Libri — paroleingioco @ 9:20 pm

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Tra i molti capolavori dello scrittore francese Raymond Queneau (1903-1976) Esercizi di stile, scritto nel 1947 e pubblicato in Italia da Einaudi con la traduzione (o forse meglio dire il rifacimento) di Umberto Eco, è un testo molto particolare. Si tratta di un episodio di vita quotidiana molto comune e banale, che viene riscritto per 99 volte attraverso uno stile narrativo sempre nuovo: “la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall’epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l’ordine delle lettere alfabetiche… Un effetto comico travolgente, che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio che può essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici”.            Umberto Eco

Per chi non avesse letto il libro, riportiamo qui di seguito l’episodio in questione, almeno nella prima versione che apre il libro. Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. E’ con un amico che gli dice: “dovresti far mettere un bottone in più al soprabito”. Gli fa vedere dove (alla sciancatura) e perché.  – [Raymond Queneau, Esercizi di stile, Einaudi 1983, traduzione di Umberto Eco, p. 3.]

Raymond Queneau (1903-1976) fu uno scrittore e poeta il cui lavoro combinava una rigorosa sperimentazione e un’irrequieta immaginazione e umorismo. Le sue opere più note sono forse Esercizi di Stile, Zazie dans le Metro, e One Hundred Billion Poems. Oltre a essere noto per il suoi lavori, lo è anche per aver fondato, insieme a François Le Lionnais, OuLiPo (Ouvroir de la Litterature Potentielle) nel 1960, un forum che promuoveva la sperimentazione basata su vari tipi di limitazioni, il cui più famoso esempio è stato la totale assenza della lettera “e” nel racconto di Georges Perec La Disparition.
Le opere di Raymond Queneau, scomparso il 25 ottobre 1976, sono continuamente ristampate, e l’ironia con cui affrontava il linguaggio e narrava la vita germinano interventi e altri libri. A dare frutti non sono solo i libri più costruiti a gioco, come gli “Esercizi di stile”, in italiano tradotti da Umberto Eco, in cui una frase che racconta una cosa banalissima, viene riscritta in 99 stili diversi, o i dieci sonetti i cui 120 versi sono tutti intercambiabili così da permettere “Cent mil miliardes” di nuovi poemi, ma anche i romanzi maggiori con le loro ricerche espressive e costruzioni a incastro multiplo, da “Zazie nel metrò” a “I fiori blu”, in cui si ricerca una sorta di coincidenza tra complessa forma ironica e visione esistenziale. La letteratura fu la vera passione di Queneau, che passò la vita negli uffici della Gallimard, dove dette vita, tra l’altro, al grande progetto di volumi classici della Pleiade. Alla fine degli anni venti frequentò il gruppo surrealista, da Prevert a Breton, con cui ruppe i rapporti per questioni personali nel 1932. Dall’anno dopo iniziò a pubblicare propri scritti e raggiungerà la fama grazie alle pagine fresche e sapientemente ilari di “Zazie” e al film che ne trasse Louis Malle. Cercò sempre di creare una sorta di ponte sotterraneo tra la cultura classica e i movimenti che ne promossero la dissoluzione, proprio per denunciare con ironia il divario esistente tra la scrittura letteraria immobile e il parlato francese con la sua vivacità. “Queneau – scrisse Italo Calvino – è un’eccezionale esempio di scrittore sapiente e saggio, sempre controcorrente rispetto alle tendenze dominanti dell’epoca e della cultura, con un bisogno inesauribile di inventare e di sondare possibilità là dove il piacere del gioco (insostituibile contrassegno dell’umano) gli garantisca che non s’allontana dal giusto”

Vertebrati e invertebrati

Filed under: Classe IV,Didattica,Scienze — paroleingioco @ 2:59 pm

Il regno animale è diviso in vertebrati e invertebrati. I vertebrati sono animali che hanno la colonna vertebrale.
Gli invertebrati sono animali che non hanno la colonna vertebrale. I vertebrati costituiscono una minoranza degli animali, dato che rappresentano solo il 2% di tutti gli animali che vivono sul nostro pianeta.
Nonostante questo, occupano una posizione dominante in quasi tutti gli ambienti. Una ragione del loro enorme successo è la loro dimensione. In confronto agli invertebrati, come i vermi, le meduse o gli insetti, che sono solitamente animali piccoli e di movimenti lenti, lo scheletro interno dei vertebrati permette loro di sostenere corpi di dimensioni maggiori e con movimenti più rapidi.

Bellissima mappa sui vertebrati e invertebrati con foto
Gioco Quiz Invertebrati e Vertebrati
Quiz Invertebrati e Vertebrati

I FILMATI PER CONOSCERE MEGLIO

I pesci
Caratteristiche principali del più grande gruppo di vertebrati 
Gli echinodermi Notizie su stelle marine, ricci di mare e dollari di sabbia
I molluschi Il grande gruppo di invertebrati che comprende seppie, vongole e cozze
I celenterati Come sono fatti meduse, polipi e coralli
I poriferi Le spugne, i più antichi invertebrati

Fonte http://cicloacqua.altervista.org/altro/movie.html  dove potete trovare altri filmati.

Il lago: materiali di geografia per la cl.3^

Filed under: Didattica,Geografia — paroleingioco @ 2:43 pm

Materiali didattici di geografia per la classe 3^. Lo studio dei laghi: cosa sono, come si sono formati.
cosa sono i laghi (animazione)quiz on line di verifica

classificazione dei laghi
photogallery: laghi di tutto il mondo
il collage: i paesaggi (da pianetino)

Fonte http://lamaestravisaluta2.blogspot.com/

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