Parole in gioco

febbraio 27, 2009

Solido, liquido e gassoso: gli stati della materia

Filed under: Classe IV,Didattica,Scienze — paroleingioco @ 10:35 pm

Attività di scienze per le cl. 3^ e 4^: esperimenti e giochi per comprendere gli stati della materia: solido, liquido e gassoso.
animazione quiz on line
esperienza in palestra (maestra Renata)

esperimenti:
i 3 stati dell’acqua
la camera a nebbia il battello a vapore

i giochi on line della BBC:

solido, liquido o gassoso?
il cambiamento di stato

Fonte: http://lamaestravisaluta2.blogspot.com/

febbraio 26, 2009

Essere e Avere

Filed under: Didattica,Film — paroleingioco @ 6:52 pm

Être et avoir (2002) Un film di Nicolas Philibert. Genere Documentario, 104 minuti. Produzione Francia 2002.

Francia, Auvergne, dipartimento di Puy Le Dome. La zona è talmente isolata che sopravvive l’istituzione della “classe unica”, dove si ritrovano bambini la cui età copre l’intero ciclo scolastico delle elementari. Un maestro prossimo alla pensione segue tutti i suoi alunni cercando di trasmettere, oltre a un po’ di sapere generale, anche qualche insegnamento etico e civico, dal rispetto reciproco all’inutilità della violenza. Nel frattempo la montagna segue, dall’inverno all’estate, i suoi ritmi.
Essere e avere (il titolo deriva direttamente dai primi due verbi che si insegnano a scuola) rappresenta l’insolito caso di un documentario diventato un inaspettato blockbuster. Con più di un merito. Il regista Dilibert, già autore dell’ottimo Il paese dei sordi, conferma di essere qualcosa di più di un mero documentarista. La macchina da presa restituisce un mondo realistico e al contempo esemplare riuscendo a non cadere mai nella retorica. E costruisce ipotesi narrative che vanno dal comico al thrilling non perdendo mai di vista il proprio obiettivo didattico. Nel genere, un piccolo e prezioso capolavoro.

I fenomeni ciclici: schede didattiche, animazioni, quiz e giochi educativi

Filed under: Classe IV,Didattica,Scienze — paroleingioco @ 9:09 am

Alcune schede didattiche relative al concetto di ciclicità da sviluppare nell’ambito della storia e delle scienze:
ciclo_farfalla.pdf (lettura di un racconto e scheda con le immagini da ritagliare e disporre in uno schema circolare)
Il ciclo vitale delle piante:
guarda il filmato poi verifica la tua comprensione
rispondendo al quiz on line
scheda didattica:
ciclo_pianta.pdf
Il ciclo della rana:
guarda il cartone animato
scheda didattica: ciclo_rana.pdf
gioco on line: i cicli della vita

Fonte: http://lamaestravisaluta2.blogspot.com/

febbraio 24, 2009

Cos’è un anagramma?

Filed under: Didattica,Giochi di parole — paroleingioco @ 8:56 pm

Un anagramma (dal greco ana-, “indietro”, and graphein, “scrivere”) è il risultato della trasposizione delle lettere di una o più parole in maniera tale da creare altre parole di senso compiuto. Il significato delle parole risultanti non di rado è affine al contesto originario, o ad esso completamente opposto, producendo così effetti di carattere umoristico e interessanti associazioni.
La costruzione degli anagrammi è un divertimento che vanta una sicura antichità, anche se non ne è certa l’origine. Presso il popolo ebraico, in particolare tra gli scrittori più tardi come i Kabalisti, che giocavano con i “misteri e i segreti che sono intrecciati nei versi di lettere.” Gli anagrammi erano noti agli antichi greci ed anche ai romani, anche se gli esempi noti in latino di parole polisillabiche sono quasi tutti imperfetti.
Essi furono popolari in Europa durante il Medioevo e anche in seguito, particolarmente in Francia, dove un certo Thomas Billon fu nominato “anagrammatista del re” da Luigi XIII.
Esempi molto semplici di coppie di anagrammi sono: ROMA e AMOR; storiche, ostriche.

Eccovi adesso uno strumento per creare anagrammi online di qualsiasi frase: per utilizzarlo scrivi il tuo nome e cognome (o una frase a tua scelta) nell’apposito riquadro e premi il pulsante.

Visita anche la sezione Giochi di parole del sito http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/index.html

Cos’è un rebus?

Filed under: Didattica,Giochi di parole — paroleingioco @ 8:45 pm

Il rebus è un gioco composto da figure e lettere. Per decifrarlo si procede sempre da sinistra verso destra e si prendono in considerazione solo le figure contrassegnate dalle lettere. Le parole ricavate dalle figure, insieme alle lettere, formano la “frase chiave” da cui, seguendo il diagramma numerico, si ricava la soluzione del rebus.

Qui puoi fare dei rebus online http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/rebus/main.html

Storia del Carnevale

Filed under: Didattica,Storia,Varie ed eventuali — paroleingioco @ 5:38 pm

carnevale_storiaLe prime notizie sul Carnevale, all’inizio un vero e proprio rito religioso, risalgono ai tempi degli Egiziani. All’epoca dei faraoni, il popolo, mascherato, intonando inni e lodi, accompagnava una sfilata di buoi che venivano sacrificati in onore del dio Nilo.
Se i Greci dedicavano il rito al dio del vino Dionisio, è soprattutto nel mondo romano e delle sue feste popolari, che possiamo ritrovare le origini del nostro carnevale.
I Romani si lasciavano prendere dall’euforia durante i Baccanali: festeggiamenti in onore del dio Bacco che si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano l’uso di maschere, tra fiumi di vino e danze.
Famosa era anche la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nell’entusiasmo dei festeggiamenti.
In marzo e dicembre era poi la volta dei Saturnali, le feste sacre a Saturno, padre degli dei, che si svolgevano nell’arco di circa sette giorni durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, dove il “Re della Festa”, eletto dal popolo, organizzava i giochi nelle piazze, e dove negli spettacoli i gladiatori intrattenevano il pubblico.
Negli anni i Saturnali divennero sempre più importanti, all’origine infatti duravano solo tre giorni, poi sette finché, in epoca imperiale, furono portati a quindici. Ai Saturnali si unirono le Opalia, in onore della dea Ope moglie di Saturno, e le Sigillaria, in onore di Giano e Strenia.
Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme divertimento popolare.
Durante il Tardo Medioevo il travestimento si diffuse nei carnevali delle città. In quelle sedi il mascherarsi permetteva lo scambio di ruoli, il burlarsi di figure gerarchiche, le caricature di vizi o malcostumi con quelle stesse maschere che sono poi diventate simbolo di città e di debolezze umane.
Nel Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica
La festa carnevalesca raggiungerà il massimo splendore nel XVI secolo, nelle strade della Firenze di Lorenzo dei Medici. Danze, lunghe sfilate di carri allegorici e costumi sfarzosi segnano una svolta di questa festa, amatissima nella culla rinascimentale.
Con gli attori della Commedia dell’Arte, alla fine del ‘500, alcuni dei tipici personaggi carnevaleschi prendono forma e vengono caratterizzati nel linguaggio e nella gestualità. Nascono “le maschere” che penetrano nella tradizione collettiva e ci accompagnano ancora oggi. La galleria delle maschere italiane è vasta.

Periodo: Il Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la quaresima ed è festeggiato con feste mascherate, sfilate di carri allegorici, danze. Si conclude il giorno di martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima. Il nome deriva probabilmente dal latino medievale carne levare, cioè “togliere la carne” dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica di mangiare la carne durante i quaranta giorni di quaresima.

febbraio 23, 2009

Una simpatica fattoria degli animali da visitare!

Filed under: Classe IV,Didattica,Scienze — paroleingioco @ 9:35 pm
Una simpatica fattoria degli animali da visitare!animation1

febbraio 21, 2009

I Draghi locopei Imparare l’italiano con i giochi di parole

Filed under: Giochi di parole,Libri — paroleingioco @ 6:56 pm

I Draghi locopei custodiscono un tesoro nel loro nome, lo difendono e lo fanno fruttare. È il tesoro dei giochi di parole, e questo libro è la mappa per ritrovarlo.

Ci lamentiamo che i nostri ragazzi, spendendo ore e ore alla tv, non siano piú capaci di parlare e usare bene la lingua. Basterebbe insegnargli che con la lingua si può anche giocare, e si divertirebbero persino ad andare a caccia degli errori sintattici dei presentatori tv.
Ersilia Zamponi, che insegna alla Scuola Media Rodari di Crusinallo di Omegna, Novara (segno che non è necessario vivere a Parigi per essere all’avanguardia), mi ha mandato tre ciclostilati con gli esercizi fatti dai suoi alunni, assicurandomi che li organizza “oltre” il programma normale. Si assicuri, signora, potrebbe benissimo farli “invece” nel programma.
Infatti se l’insegnante fa rovesciare il senso di una poesia, siamo ben al di lá del gioco: perché per rovesciare il senso, occorre prima capirlo, e poi esplorare il vocabolario, ed esercitare il buon senso…Non vedo a che cosa altro debba servire la scuola. (…)
La scuola come gioco, piacere, divertimento. In cui non solo si impara, ma si fa quello che gli scrittori di tutti i tempi hanno fatto, si capiscono le potenze bifide, esplosive nel linguaggio; e col linguaggio si esplorano i meandri della coscienza.
Alle origini, enigma, poesia e metafora sono strettamente intrecciati, Aristotele lo sapeva. La piú alta delle metafore poetiche e il piú meccanico degli enigmi hanno in comune il fatto che le parole possano dire piú di quel che sembrano dire. Tra gioco di parole, lapsus, sogno e invenzione corrono legami sottili. Coraggio ragazzi, malgrado i programmi ufficiali la scuola sopravvive.

Umberto Eco


La soddisfazione per un’invenzione linguistica che piace, l’emozione dell’intuire e dell’indovinare, la sorpresa di una combinazione casuale, la sfida dell’enigma o la trasgressione del nonsense, la spensieratezza della comicità, l’intelligenza dell’ironia… Questa è la vita dei Draghi locopei: Ersilia Zamponi, un’insegnante sensibile e inventiva, e i ragazzi di una scuola media intitolata a Gianni Rodari, sul lago d’Orta. Assieme hanno usato le parole – i loro nomi, i nomi dei loro professori e delle squadre di calcio preferite, le parole dei libri e quelle della pubblicità – non per parlare o scrivere ma per trasformarle. Il loro inno è un esilarante rovesciamento di quello di Mameli: «Sorelle di Francia | la Francia va a letto | col piede infilato | in una ciabatta». «L’unico modo davvero possibile, davvero serio, per imparare a usare, a possedere, ad amare la lingua», avrebbe osservato Giovanni Raboni.
Sono gli Esercizi di stile della scuola e hanno sedotto molti altri insegnanti, studenti e lettori comuni: è quasi impossibile incontrare I Draghi locopei senza sentire la voglia di emularne i giochi. “Eccezionale per freschezza, genialità, mite eleganza” (Giampaolo Dossena), questo libro è un best-seller dal 1986.

Stefano Bartezzaghi

I Draghi locopei Imparare l’italiano con i giochi di parole di Ersilia Zamponi, edizione Einaudi

L’autrice di questo libro dice di aver proposto i giochi di parole alla classe, fuori dal programma. Io sono del parere che i giochi di parole soddisfino gli obiettivi che richiedono maggiori competenze da parte del bambino. Ogni gioco è considerabile la parte pratica di una teoria che il bambino acquisisce normalmente nelle ore di italiano. In molti giochi il bambino impara a saper dividere in sillabe le parole, a utilizzare il vocabolario, a conoscere nuovi termini, a studiare la poesia, il ritmo la rima…tutti elementi oggetto dei programmi didattici. Ma a questi si sommano la creatività del bambino, la fantasia, l’invenzione di nuovi prodotti che arricchiscono l’apprendimento.
Il gioco inoltre, rende l’apprendimento di nuove conoscenze meno noioso. Un sapere che viene applicato alle necessità concrete del gioco, risulta piú facile da capire e da ricordare.

I Draghi Locopei sono nati per metamorfosi anagrammatica della frase “giochi di parole”. Nel libro sono illustrate diverse tecniche utilizzate per realizzare giochi di parole, con i risultati pratici che l’autrice ha rilevato all’interno della sua classe. Le tecniche presentate: si passa dalle piú comuni come l’anagramma, il colmo, gli acrostici, i rebus, alle meno conosciute come il logogrifo, il metagramma, i bifronti, i falsi alterati, la sciarda, i mesostici… Altri riferimenti letterari sull’argomento: “Grammatica della fantasia”, di Gianni Rodari, Einaudi, Milano 1983 Risorse online: http://kidslink.bo.cnr.it/reni/linguaba/ I risultati di giochi di parole di una classe seconda della scuola media statale Guido Reni di Bologna. http://www.nightgaunt.org/anagrams/anagrams.htm Motore che anagramma in modo automatico le frasi inserite dall’utente. http://www.filastrocche.it Barzellette, canzoni, colmi, composizioni, conte, fiabe, filastrocche, giochi, indovinelli, ninne-nanne, passatempi, poesie, proverbi, ricette, scioglilingua a misura di bambino. http://www.bdp.it/Rodari Uno spazio dedicato a Gianni Rodari, per conoscere l’opera, l’uomo, le tracce del suo lavoro nella scuola… ma anche per incontrarsi, collaborare e fare nuove esperienze. http://www.bdp.it/quintocircoloTV/Limerick/limerik.htm Pratica e teoria del limerick realizzata da alcune classi della scuola elementare “Giuseppe Toniolo”.

Ci vuole un fiore – Sergio Endrigo

Filed under: Canzoni — paroleingioco @ 5:40 pm

Haiku

Filed under: Poesia — paroleingioco @ 4:07 pm

L’haiku (o haikai) è un componimento poetico di origine giapponese, sviluppatosi a partire dal XVII secolo, grazie soprattutto all’opera del poeta Matsuo Basho.
L’haiku è composto di tre versi e di diciassette sillabe; il primo verso conta cinque sillabe, il secondo sette, e il terzo cinque.
L’haiku è una poesia di cose non di idee.
Fa riferimento attraverso il kigo alle quattro stagioni: primavera, estate, autunno, inverno; nel quale si cristallizzano le emozioni sfumate che percorrono una stagione.
Vengono quasi dipinti dei lievi tratti come la pittura impressionistica, i contorni non sono definiti.. ma, proprio per questo, lasciano lo spazio all’animo e alle sensazioni di passare più rapidamente dal verso, al cuore, ad una comunicazione interna.. che è libera, quasi come un lieve vento.. che fluisce dai versi appena accennati, alla nostra interpretazione.. che non è necessariamente mentale.
Ecco alcuni haiku tratti da http://www.aurorablu.it/haiku/haiku.htm

Sa che il mondo
    ha striature rosse
            il tulipano.

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  e lungo il viaggio
      tramutare il passato
          da pietra in goccia

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 Raccolgo poesie
    sussurro di fiori che
         crescono in me.

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