Parole in gioco

giugno 30, 2014

La storia del fiero cacciatore

Filed under: Fiaba,Filastrocca,Libri — paroleingioco @ 9:22 pm

1426_storia_fiero_cacciatore

Era il mattino, e il fiero cacciatore
Col suo nuovo giubbetto che ha il colore
Dell’erba fresca in un bel dì d’aprile,
Col corno, col carniere e col fucile,
Sen va pei campi e per le dense selve
A far gran preda di tremende belve.

Gli occhiali ha collocato sovra il naso
E d’affrontar la lepre è persuaso.
La lepre intanto, che fra l’erba siede,
Ride del cacciator che non la vede.

Ma sotto il sol, che lo rendeva ansante,
A lui pare il fucil troppo pesante.
Sotto una pianta a riposar si giace,
E la lepre lo guarda e sen compiace.
Quando il sente russar beatamente,
La lepre s’avvicina all’imprudente;
Gli porta via lo schioppo e poi gli occhiali.
E via sen corre, quasi avesse l’ali.
La lepre sul nasino ha collocato
Gli occhiali ed il fucile ecco ha spianato.
Prende di mira il fiero cacciatore,
A cui per il terror traballa il core.
Ei fugge strepitando: ” Aita, aita,
Gente, gente, salvatemi la vita! ”

Davanti a un pozzo il cacciatore è giunto
Vederlo e saltar dentro è solo un punto.
A lui preme salvar la vita cara.
La lepre in quel momento il colpo spara!

Del cacciator la moglie al finestrino,
I1 caffè si sorbiva in un piattino.
La lepre, col suo colpo, le spezzò
I1 piattin nelle mani, ed ella: “Ohibò! ”
Indignata proruppe. Il leprottino
Della lepre gentile figliolino,
Accanto al pozzo, sull’ameno prato
Sen giaceva tranquillo, accoccolato,
Quando una goccia di caffè bollente
Ecco gli casca sul nasin; repente
Si scote e grida: ” Chi mi brucia il naso? ”
E vede il cucchiaino al suol rimaso.
Lo prende e lambe col sottil linguino
Lo sgocciolante umore zuccherino.

Heinrich Hoffmann

Pierino Porcospino – Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann
Tradotto in italiano da Gaetano Negri

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Giro giro tondo

Filed under: Canzoni,Poesia,Roberto Piumini — paroleingioco @ 7:22 pm

Giro giro tondo,
tondo come il mondo,
la luna qualche volta,
la palla quando salta,
il tondo del mio occhio,
la ruota sotto il cocchio,
il giro della chiave,
l’oblò sopra la nave,
la perla sotto il mare,
l’anello dell’amore,
il sole luminoso,
il pozzo silenzioso,
il volo del rapace,
la guerra non è pace,
la pace non è guerra,
e tutti giù per terra!

poesia di Roberto Piumini

musica Andrea Basevi

canto Patrizia Ercole

giugno 24, 2014

La tristissima storia degli zolfanelli

Filed under: Filastrocca,Libri — paroleingioco @ 8:51 pm

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Di sala in sala, Paolinetta
Gira e rigira, sola soletta.
Di casa uscendo la sua mammina
Disse: ” Ricordati di star bonina “,
Ma, se non teme d’esser sgridata,
Grida, fa il chiasso quella sventata.

Ecco essa vede sul tavolino
De’ zolfanelli lo scatolino.
” Oh, che grazioso bel giocherello!
Io voglio accendere lo zolfanello.
La mamma accenderlo veduto ho spesso,
Io vo’ ripetere quel gioco istesso. ”

E Minz e Maunz, i due gattini,
Alzano al cielo i lor zampini.
Gridano: “Il babbo questo non vuole,
Più non rammenti le sue parole?
Miao, miao, miao.
Suvvia, finiscila con questo gioco,
Che c’è pericolo di prender foco. ”

Ai due gattini Paolinetta,
Intenta al gioco, non può dar retta.
Ecco la fiamma s’accende e brilla,
Crepita il legno, scoppia, scintilla.
Tutta contenta la pazzerella
Agita il foco, ride, saltella.

E Minz e Maunz, i due gattini,
Alzano al cielo i lor zampini.
Gridan: ” La mamma questo non vuole.
Più non rammenti le sue parole?
Miao, miao, miao!
Suvvia, finiscila con questo gioco,
Che c’è pericolo di prender foco. ”

Ahimè! la fiamma la bimba investe,
Ardon le trecce, arde la veste.
Corre la misera di loco in loco,
Non c’è più scampo, è tutta in foco.

E Minz e Maunz inorriditi
Mandano acuti urli infiniti.
Miao, miao, miao!
Qui, qui venite, venite in fretta
Muore bruciata Paolinetta “.

Brucia in un soffio, sfuma in un punto
Veste e persona, tutto è consunto.
Un po’ di cenere e due scarpini,
Cara memoria de’ suoi piedini,
È quel che resta! Non c’è più nulla
Di quell’indocile, vispa fanciulla!

E Minz e Maunz, i due gattini
Tergon le lagrime coi lor zampini,
Miao, miao, miao!
Ahi, babbo e mamma, ahi, dove siete?
Ahi, vostra figlia più non vedrete! ”
Come un ruscello che irriga i prati
Scorron le lagrime dei desolati.

Heinrich Hoffmann

Pierino Porcospino – Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann
Tradotto in italiano da Gaetano Negri

Che buffa l’allegria, che ti fa ridere

Filed under: Canzoni,Poesia,Roberto Piumini — paroleingioco @ 8:34 am

 

Che buffa l’allegria, che ti fa ridere,

allarga la tua bocca in un sorriso,

riscalda la tua pelle, ti fa muovere,

ti pizzica le labbra e infrizza il naso.

Che buona l’allegria, che ti fa lieto,

ti illumina lo sguardo e il pensiero,

ti rende più leggero e dolce il fiato,

ti mette voglia di cantare in coro.

Che bella l’allegria che grida il grido,

getta la voce a ridere nel vento,

nella tua gola chiusa scioglie il nodo,

e con le tue parole forma il canto.

Roberto Piumini

La storia del cattivo Federico

Filed under: Filastrocca,Libri — paroleingioco @ 8:21 am

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Vo’ narrarvi un gran castigo
Ch’è toccato a Federigo.
Delle bestie il patimento
Era a lui divertimento.
Alle mosche quel monello
Appressavasi bel bello,
Se posar vedeale chete
Sulla candida parete.
Zaf ! la mano egli serrava,
E le incaute imprigionava.
Poi le alucce dell’insetto
Via strappava per diletto.

Con in man lo sgabellino
Un dì uccise il canarino.
Inseguiva come un matto
La gallina, il cane, il gatto,
Ed un giorno quel feroce,
Spenta in lui del cor la voce
Quasi crederlo non lice,
Bastonò la sua nutrice!

Stava un cane a una sorgente
E beveva avidamente.
Gli s’appressa il birichino,
E, col piede e col frustino,
Lo percote. Il can guaisce,
Egli i colpi ribadisce,
Finché il cane a lui s’avventa
Ed il piè ch’è alzato addenta.
Federigo piange ed urla,
Ed il can gli fa una burla.
Lascia libero il nemico,
Spicca un salto, e, in men che dico,
Il frustin ch’è al suol cascato
Piglia in bocca, e difilato
Via sen corre vincitore
Del crudel persecutore.

Giunto a casa, il morsicato
Tosto a letto fu mandato,
Ché la gamba gli doleva
Sì che, notte e dì, gemeva.
Il dottor con grave piglio
Stava al piè del suo giaciglio.

E un’amara medicina
Gli versava ogni mattina.
Sul sedil del birichino
Siede a tavola il mastino,
Ed al posto del ferito,
Mangia il pranzo già allestito,
Il frustin con sé ha portato,
Sul sedile l’ha posato,
E lo tiene con gran cura
Ricordando l’avventura!

 
Heinrich Hoffmann

Pierino Porcospino – Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann
Tradotto in italiano da Gaetano Negri

giugno 21, 2014

I bambini giocano

Filed under: Filastrocca,Libri,Roberto Piumini — paroleingioco @ 8:54 pm

gioco_Bimbi

I bambini giocano con la sabbia
e qualcuno si arrabbia.
I bambini giocano con il sole
e qualcuno non vuole.
I bambini giocano con la voce
e qualcuno diventa feroce.
I bambini fanno festa
e qualcuno protesta.
I bambini giocano coi bambini
e qualcuno li fa stare buonini.

 

 

Roberto Piumini
dal libro Filastrocche con Holly Hobbie di Roberto Piumini
Arnoldo Mondadori Editore

giugno 17, 2014

COMPITI PER LE VACANZE

Filed under: Uncategorized — paroleingioco @ 4:38 pm

Tempo fa il sito Echino Giornale Bambino pubblicò questa speciale lista dei compiti per le vacanze:

Echi_no

Fare almeno una capriola al giorno.
Correre nei prati o sulla spiaggia.
Urlare all’eco: “Ciao, chi è più bello tra me e te?” e ascoltare cosa risponde.
Inventare una parola alla settimana, tipo ohporcalochettina. Giocare con la fantasia.
Annoiarsi di tanto in tanto.
Farsi portare in libreria e gironzolare alla ricerca di un bel libro colorato e simpatico.
Assaggiare tutti i gusti del gelato. Guardare le stelle cadenti e esprimere il desiderio più bello.
Farsi leggere dal nonno una storia e, a due pagine dalla fine, chiudere il libro e giocare al finale a sorpresa, poi andare a vedere come va finire la storia.
Scrivere una lettera alla nonna, è valido anche un disegno.
A scelta, ma almeno due: andare a pesca con papà, preparare una torta con la mamma, andare al Inventare le parolacce da dire quando si è arrabbiati, tipo: oh bulacca! peralessa! facciadibrodinoriscaldato!
Contare quante cose belle si sono fatte durante la settimana.

Una maestra, dopo aver consegnato le schede di valutazione ai genitori, scrive…

Filed under: Cibercultura,Formazione — paroleingioco @ 4:06 pm

maestra

Una maestra, dopo aver consegnato le schede di valutazione ai genitori, scrive queste riflessioni sul voto nella sua bacheca:

“Non sono stata capace di dire no. No ai voti. Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare. A chiudere i bambini in un numero. Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.
Il voto corrompe. Il voto divide. Il voto classifica. Il voto separa. Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità. Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme. Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia. Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano. Il voto dimentica da dove si viene. Il voto non è il volto.
I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve. Creano ansia, confronti, successi e fallimenti. I voti distruggono il piacere di scoprire e di imparare, ognuno con i propri tempi facendo quel che può. I voti disturbano la crescita, l’autostima e la considerazione degli altri. I voti mietono vittime e creano presunzioni.
I voti non si danno ai bambini. In particolare a quelli che non ce la fanno.
La maestra lo sa bene, perciò è colpevole. Per non aver fatto obiezione di coscienza.”

Il “maestro” Manzi riportava nella scheda di valutazione di tutti gli studenti la stessa formula: “Ha fatto quel che può, quel che non può non fa”.

Fonte: web

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