Parole in gioco

novembre 29, 2008

Bambino

Filed under: Libri,Poesia — paroleingioco @ 5:37 pm


Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia
legalo con l’intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l’ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell’acqua del sentimento.

Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931) da “La carne degli angeli”

novembre 23, 2008

Futuro

Filed under: Acrostico,Classe IV — paroleingioco @ 5:58 pm

Finestrella aperta e bella
Unica in
Tutto il mondo
Universale
Ricordo all’
Orizzonte.

scritto da Marta (classe IV)

novembre 21, 2008

Minha Canção

Filed under: Canzoni — paroleingioco @ 8:24 am

Dorme a cidade
Resta um coração
Misterioso
Faz uma ilusão
Soletra um verso
Lavra a melodia
Singelamente
Dolorosamente

Doce a música
Silenciosa
Larga o meu peito
Solta-se no espaço
Faz-se a certeza
Minha canção
stia de luz onde
Dorme o meu irmão

adattamento dall’italiano di Chico Buarque (1977)

La mia canzone

Dorme la terra
Resta sveglio il cuore
Mille pensieri
Fanno una canzone
Sole dell’anima
Lasciami cantare
Sinceramente
Dono la mia voce 

Dolce la musica
Si ripete piano
La dove un uomo
Solo va lontano
Fa che il mio canto
Mi venga bello
Resti per sempre
Dove ho un fratello

Sergio Bardotti, dall’opera musicale I musicanti (1976)

Foto di Patrizia Ercole © Centro Comunitário “Oscar Romero” – São Paulo (Brasil) agosto 2008.

novembre 20, 2008

L’ uomo che coltivava le comete

Filed under: Libri — paroleingioco @ 9:30 pm

“Ogni cometa ha la sua luce” mi spiegò “e ogni stella chiama un’altra stella. Perché dal seme nasca una cometa, bisogna che un’altra stella la chiami. Non basta seminare, si deve cercare il cielo giusto e aspettare”.
“Aspettare quanto?” gli chiesi.
“Se non sei capace d’aspettare senza farti domande,” mi rispose in modo misterioso, “non desideri abbastanza. E se non desideri abbastanza, perché dovresti coltivare le comete?”

Angela Nanetti

Un bambino scruta il cielo per giorni e giorni, in attesa di una cometa. E la più grande che sia apparsa da mille anni a questa parte, gli ha detto il maestro, e a lei deve fare la richiesta che cambierà la sua vita e quella di Myriam, sua madre. Perché solo le stelle possono avverare i desideri degli uomini.
In un piccolo villaggio ai confini nord-orientali dell’Italia, Arno, un sognatore sensibile e timido, scruta il cielo in attesa di una stella cadente alla quale vuole esprimere il desiderio più importante della sua giovane vita: il ritorno del padre mai conosciuto. Ma non sarà suo padre l’uomo incontrato tra i boschi: sarà un vagabondo, giunto con i suoi silenzi, la sua generosità e il suo carico di dolore a cambiargli l’esistenza e “guarire” la sua famiglia e soprattutto la sua bellissima mamma, schiacciata dalle chiacchiere crudeli dei compaesani. Angela Nanetti, in uno stile sobrio e raffinato, ha scritto la storia di ogni bambino al quale, pur mancando la presenza e l’affetto di un genitore, non viene meno la speranza. Una storia che emozionerà a lungo e in mille modi diversi.

L’uomo che coltivava le comete di Angela Nanetti, Einaudi Ragazzi

novembre 18, 2008

Discorso a un bambino

Filed under: Libri — paroleingioco @ 9:20 pm
01 copia

Se ti dicono sempre che sei bravo, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di sfruttarti.
Se ti dicono sempre che sei intelligente, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di farti schiavo.
Se ti dicono sempre che sei buono, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di opprimerti.
Ma
Se ti dicono Studia, non temere;
tu potrai fare un mondo senza scuole;
se ti dicono Taci, non temere;
tu potrai fare un mondo senza bavagli;
se ti dicono Obbedisci, non temere;
tu potrai fare un mondo senza padroni;
se ti dicono Chiedi perdono, non temere:
tu potrai fare un mondo senza inferni.
Non credere
A chi ti comanda, a chi ti punisce,
a chi ti ammaestra, a chi ti insulta, a chi ti deride,
a chi ti lusinga, a chi ti inganna, a chi ti disprezza.
Essi non sanno che tu sei ancora un uomo libero.

Marcello Bernardi  – Discorso ad un bambino Manifesto di M. Bernardi edito dalla Libreria dei ragazzi, Milano, 1978.  – Foto di Patrizia Ercole ©

Marcello Bernardi, pediatra di professione ma pedagogista per passione, è stato per decenni il referente italiano di quella pedagogia radicale rappresentata negli USA da Ivan Illich e da Paulo Freire – mentre, storicamente, lo è stata da Godwin in Inghilterra, Leone Tolstoj in Russia e da Francisco Ferrer in Spagna.
Egli ritiene che, scopo dell’educazione comunemente e ancora ora molto spesso intesa o praticata – e dunque della scuola – non sia quello di far evolvere un individuo verso la propria realizzazione al fine di renderlo felice ma far sì che l’individuo si adatti a quel tanto di infelicità che gli è imposto da un sistema dato e considerato immutabile. In altri termini, come direbbe Marcuse, l’educazione tende a fare in modo che l’uomo viva liberamente la propria mancanza di libertà.
Ne consegue che il cittadino bene educato non è colui che cerca di rendere felice la propria ed altrui esistenza e che lotta a questo scopo anche contro la situazione esistente, ma bensì colui che si è bene adattato al sistema dominante, che lo accetta e che, per sua scelta, vi partecipa, evitando i conflitti con l’ambiente in cui vive e i problemi collegati alle manifestazioni di dissenso.
Ben altra cosa è l’educazione libertaria auspicata da Marcello Bernardi, testimoniata dal suo impegno militante e dai suoi scritti: essa comprende quell’insieme d’atteggiamenti e di comportamenti che aiutano un individuo ad essere se stesso, a realizzare pienamente la propria personalità, a progredire secondo le proprie linee evolutive; e che cerchi insomma di rendere felice sé stesso e gli altri, lottando a tale scopo anche contro la situazione esistente.
Inoltre: “L’accordo, fra conservatori, esiste solo sul valore-autorità, che tutti giudicano fondamentale e inviolabile. Infine c’è chi nonostante tutto crede in alcuni valori di rango ‘inferiore’ come la fratellanza fra gli uomini e la libertà. Ma, trattandosi di valori capaci di sovvertire l’Ordine stabilito ove siano presi troppo sul serio, non entrano generalmente in alcun discorso.”
L’assunzione delle proprie responsabilità contro i condizionamenti del potere, della società, del consumismo, è elemento peculiare del pensiero di Bernardi, che ha individuato nell’infanzia il momento adatto per intervenire, in quanto in una società adulta ormai i giochi sono fatti e le opportunità di cambiamento sono impossibili – se non in casi isolati.
Eppure “(…) credo che l’adulto che si rapporti a un bambino debba veramente rovesciare se stesso come un vestito, deve cambiare stoffa, svincolarsi da questa mentalità che ci sommerge. (…)
Un bambino fa scoppiare le contraddizioni del sistema più di quanto possa fare un adulto, ormai assuefatto alla dipendenza e all’accettazione del sistema in cui vive. In una delle sue ultime interviste, ad un giornalista che gli chiedeva se ci siano vie di uscita dall’egemonia di una scuola inadatta a far crescere un individuo libero, Bernardi rispose : Vorrei ricordare ai genitori le parole di un famoso pedagogo olandese: “ogni bambino è un principe della luce che poi con l’educazione diventa una sorta di cretino”. In tanti anni di lavoro mi è capitato di vedere molti ragazzini, quasi tutti dotati di immaginazione, coraggio, sete di conoscere, e pochi, quasi nessuno, provvisti della virtù di quell’obbedienza cieca, pronta e assoluta che molti educatori e genitori vorrebbero. Ma poi, mediante l’educazione, sono stati corretti, svuotati, di immaginazione e di coraggio e riempiti di obbedienza. Voglio dire che bisogna fare in modo che ogni persona, anche in età infantile, sia libera di essere ciò che è e non subisca quel processo di smantellamento della libertà a cui tutti continuiamo ad essere sottoposti».

Mattia e il nonno

Filed under: Libri,Roberto Piumini — paroleingioco @ 9:14 pm

mattia

 Allora Mattia annusò fortissimo, e l’aria gli fischiò su per le narici.
– Non sento nessun odore di peperone, nonno -disse.
Infatti non c’è -disse il nonno: ma la sua voce non veniva più dalla mano: era come intorno, o dentro Mattia.
– Che è successo, nonno -chiese Mattia.
– Ho fatto un piccolo trucco, Mattia. Ti ho fatto annusare forte la mano, per poter entrare dentro di te. Se ti avessi chiesto di mettermi in bocca, credo che non l’avresti fatto, o ti sarebbe molto dispiaciuto.
– Allora sei dentro di me, adesso?
– Sì..
– E questa è la tua voce?
– Sì, ma la senti solo tu, adesso.
– E come stai, nonno?
– Benissimo, Mattia. Un bambino è un bel posto, per viverci.

Roberto Piumini

“Il cielo, come sempre in questa storia, era sereno e pieno di luce”: così chiude il decimo capitolo di questo romanzo, anche se si narra qualcosa di doloroso e decisivo, come la morte. Un adulto e un bambino, scambiandosi le proporzioni , camminano insieme, parlando guardano il mondo, e giocano fino in fondo, con regole d’amore, il gioco più grande. Età di lettura: da 9 anni

Mattia e il nonno di Roberto Piumini – Illustrazioni di Quint Bucholz – Einaudi Ragazzi

novembre 17, 2008

Il dittatore

Filed under: Gianni Rodari,Poesia — paroleingioco @ 9:28 am

Un punto piccoletto,
superbioso e iracondo,
“Dopo di me – gridava –
verrà la fine del mondo!”

Le parole protestarono:
“Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e basta,
e non è che un Punto-e-a-capo”.

Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso.

Gianni Rodari

novembre 16, 2008

Cos’è la poesia

Filed under: Didattica,Poesia — paroleingioco @ 9:18 am

La poesia è un particolare tipo di testo in cui l’autore esprime in versi i propri pensieri, i propri sentimenti, le proprie emozioni cioè il suo modo di vedere la realtà e il suo mondo interiore

Struttura della poesia

– il  verso è l’insieme delle parole contenute in una riga
– la strofa è il gruppo di versi che formano la poesia
– la rima   la ripetizione di suoni uguali in due o più parole a fine verso.

La rima può essere:
baciata: quando rimano fra loro le parole finali di due versi consecutivi

E’ febbraio monellaccio
molto allegro e un po’ pagliaccio;
ride, salta, balla, impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le vie e per le sale
accompagna il Carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono dei più belli,
il più allegro e birichino,
sempre è lui, ch’è il più piccino.
  

alternata: quando il primo verso rima con il terzo e il secondo con il quarto

Sentila, soffia,
sentila, sbuffa:
dolce ti graffia,
un’aria buffa.

incrociata: quando il primo verso rima con il quarto e il secondo con il terzo

Quando la terra è d’ombre ricoperta
e soffia il vento, e in su l’arene estreme
l’onda va e vienche mormorando geme
e appar la luna tra le nubi incerta ….
      (U. Foscolo)

assonanza: quando le sillabe finali di due parole presentano vocali uguali ma consonanti differenti

consonanza: quando le sillabe finali di due parole presentano consonanti uguali ma vocali differenti.

Immagini nel linguaggio poetico

Il poeta spesso usa le parole in modo espressivo cioè non soltanto per quello che significano ma anche per le immagini che riescono a evocare:

– la personificazione consiste nell’attribuisce a oggetti inanimati caratteristiche e sentimenti tipiche delle persone
esempio

il vento ha spogliato gli alberi
con le sue mani nude

– la similitudine consiste nel paragonare un oggetto, una persona a qualcosa cui somiglia;
è introdotta da come, sembra, pare
esempio

disperdendo le foglie
come un volo di passeri spauriti
    (G. Colli)

– la metafora consiste nel sostituire a una parola un’altra parola legata alla prima da un rapporto di somiglianza cioè propone una vera e propria identificazione attraverso una forzatura. Così, la metafora “Sei una volpe” è molto più forte della similitudine “sei furbo come una volpe”.

Fonte http://tuttoscuola.altervista.org/testi/poetici.htm

novembre 15, 2008

Acrostici di rosa, poesia e mare

Filed under: Acrostico,Classe IV — paroleingioco @ 8:43 pm

rosa_rossaRossa
Odorosa
Si risveglia
Armoniosa

Parole gentili,
Oneste
E
S
incere
Intrecciano nuovi
Amori

Misteriose
Ali
Riportano molte
Emozioni

scritti da Elena (classe IV)

novembre 14, 2008

Vado via

Filed under: Canzoni — paroleingioco @ 11:05 pm

Canzone popolare portoghese

Vado via vado via la mia è proprio una mania
e se incontro l’amor mio che felice sarò io
Canto trallallà e poi trallallallallà
trika trika trika bum vieni vieni pure tu

Vado via vado via la mia è proprio una mania
e se incontro l’amor mio che felice sarò io
così sciò sciò sciò me ne vado per un po’
e cantando trallallà si allontana la città

Vado via vado via
Vado via vado via la mia è proprio una mania
così sciò sciò sciò me ne vado per un po’
Canto trallallà e poi trallallallallà
Vado via vado via
così sciò sciò sciò
Vado via vado via

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