Parole in gioco

settembre 27, 2013

Una scuola grande come il mondo

Filed under: Filastrocca,Gianni Rodari — paroleingioco @ 6:20 pm

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La testuggine e il gabbiano

Filed under: Fiaba,Roberto Piumini — paroleingioco @ 3:47 pm

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Su un’isola del grande Oceano, vivevano una vecchia testuggine e un vecchio gabbiano: così vecchi che quasi non riuscivano più a muoversi. Lei appena nuotava, lui a stento volava. Facevano sempre più fatica a procurarsi il cibo, perché gli altri gabbiani e tartarughe, più giovani, arrivavano sempre prima di loro. Un giorno i due si trovavano sulla spiaggia, a guardare il mare. – Com’è bello, il mare! Com’è grande! – diceva la testuggine. – Com’è bello, il mare! Com’è grande! – diceva il gabbiano. – Quasi quasi mi lascio morire! – diceva la testuggine. – Non ce la faccio più a nuotare… – Quasi quasi, anch’io mi lascio morire, – diceva il gabbiano. – Non ce la faccio più a volare… – Ah, se potessimo arrivare a quell’isolotto laggiù, lontano! – disse la testuggine. – Lo vedi? – Si, lo vedo, e lo conosco! – disse il gabbiano. – È bellissimo, e pieno di cibo: là potremmo stare in pace, e mangiare in santa pace… Ma come possiamo andare fino là? Il mio volo non basta più, e il tuo nuoto nemmeno! Restarono in silenzio per un po’, guardarono tristi le onde. Poi la testuggine disse: – Io non so più nuotare: ma potrei mettermi capovolta nell’acqua, e galleggiare… E il gabbiano disse: – Io non so più volare, ma potrei aprire le ali come vele, e prendere il vento, e dirigere la navigazione!
Così fecero: la testuggine, a fatica, entrò in acqua, e quando arrivò un’onda forte si capovolse, mettendosi a galleggiare. Con un volo corto il gabbiano le andò sopra, e aprendo le ali prese il vento, e muovendo le ali dava la direzione. Così, piano piano, un po’ a zig zag, arrivarono sull’isolotto solitario, e li rimasero per molti anni, pescando, riposando, parlando, e guardando in pace il grandissimo mare.

Roberto Piumini

L’omino della gru

Filed under: Filastrocca,Gianni Rodari — paroleingioco @ 3:35 pm

Filastrocca di sotto in su
per l’omino della gru.
Sotto terra va il minatore,
dov’e’ buio a tutte l’ore;
lo spazzino va nel tombino,
sulla terra sta il contadino,
in cima ai pali l’elettricista
gode già una bella vista,
il muratore va sui tetti
e vede tutti piccoletti…
ma più in alto, lassù lassù
c’e’ l’omino della gru:
cielo a sinistra, cielo a destra,
e non gli gira mai la testa.

Gianni Rodari

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