Parole in gioco

maggio 1, 2009

Janusz Korczak

Filed under: Formazione,Libri,Pedagogia,Poesia — paroleingioco @ 8:37 pm
 jojo
Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.

Per non ferirli.

Janusz Korczak Poeta, medico, educatore morto a Treblinka

Il bambino secondo Janusz Korczak

“Il bambino pensa con il sentimento, non con l’intelletto”. Janusz Korczak (1878-1942) non era uno psicologo, ma aveva trovato la chiave per entrare nel mondo dei bambini. Era pediatra, pedagogo, scrittore, poeta, libero pensatore. Era anche ebreo (il vero nome era Henryk Goldzmit) e per questo ha terminato prematuramente la sua vita nel campo di sterminio di Treblinka nel 1942 assieme a duecento bambini ospiti di quella Casa dell’Orfano che dirigeva da circa trent’anni a Varsavia.
L’opera e le idee di Korczak sono poco note nel nostro Paese perché solo da pochi anni alcuni dei suoi scritti più significativi sono stati tradotti e pubblicati dalla casa editrice Luni. La sua opera principale si intitola “Come amare il bambino” ed è stata scritta tra il 1914 e il 1918 e pubblicata in polacco nel 1920. Questo saggio, a nostro giudizio, non ha semplicemente un valore storico, ma contiene pensieri e riflessioni di grande attualità, in grado di stimolare e illuminare il nostro lavoro con i bambini.
Korczak si era specializzato in pediatria a Parigi e a Berlino e per sette anni aveva esercitato la professione in ospedale con notevole successo. Ben presto però si accorse che benessere, crescita e stato di salute rappresentano per il bambino un’unica realtà inscindibile. Scienziato e letterato sensibile, giunse a considerare limitante doversi occupare soltanto della patologia; per lui esercitare la pediatria rischiava di diventare un ostacolo per una comprensione più profonda del bambino e del suo mondo. Lentamente, ma con grande lucidità, maturò l’idea, oggi attualissima, che per aiutare i bambini a crescere occorreva considerarli nella loro globalità e integrità, unificando i saperi della medicina, della psicologia, della pedagogia, della sociologia, ma anche della storia, della poesia, della religione…
Korczak aveva imparato a vedere il mondo con gli occhi dei bambini. Lo dimostra anche un suo romanzo, intitolato “Quando ridiventerò bambino” del 1924, nel quale racconta la giornata di un bambino di otto anni attraverso il suo particolare punto di vista. Nei suoi scritti sono numerose le sollecitazioni per “entrare” nell’ottica del bambino (o per tornare a vedere il mondo come quando eravamo piccoli). Sul tema dei diritti del bambino Korczak si è dimostrato particolarmente profondo, lucido e in grande anticipo rispetto alla società del suo tempo: nel 1929 scrisse “Il diritto del bambino al rispetto”, un’intera opera dedicata a questo argomento.
Con parole appassionate Korczak spiega che è possibile riconoscere i diritti dei bambini soltanto quando si è capaci di capire i bambini, il loro mondo e i loro bisogni di crescita, quando si è capaci di vedere e di sentire come vedono e sentono loro, quando si riesce a considerare il loro mondo allo stesso livello di importanza del nostro: questo aveva imparato dai suoi ragazzi, questo era stato capace di fare nel corso della sua vita.

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3 commenti »

  1. oggi sono felice perche ho conosciuto korczak.me l’ha suggerito mia figlia tramite la poesia ^dite^ della quale lei ha fatto diverse copie anche per le maestre dell’asilo nido dove porta la sua bambina.e’ molto bello sapere che una persona illuminata, piu di cento anni fa aveva una concezione dei bambini cosi’ reale da saperne coglierne la loro essenza.mi impegnero’a documentarmi di piu’sul pensiero di korczak perche’ gia’le poche cose che ancora ho letto mi danno molta gioia e speranza per un futuro migliore.

    Commento di paola tiriro — giugno 23, 2010 @ 7:00 pm | Rispondi

  2. Sono contenta di aver saputo che è esistito un uomo così, una persona che riesce ad andare oltre… l’ho conosciuto anch’io attraverso uno scritto visto all’asilo nido dove portavo il mio bambino.
    paola – padova

    Commento di paola — ottobre 13, 2011 @ 11:21 am | Rispondi

  3. grande pedaogista, ce ne fossero tanti
    Costanza

    Commento di costanza — ottobre 30, 2011 @ 7:02 pm | Rispondi


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