Parole in gioco

febbraio 21, 2009

I Draghi locopei Imparare l’italiano con i giochi di parole

Filed under: Giochi di parole,Libri — paroleingioco @ 6:56 pm

I Draghi locopei custodiscono un tesoro nel loro nome, lo difendono e lo fanno fruttare. È il tesoro dei giochi di parole, e questo libro è la mappa per ritrovarlo.

Ci lamentiamo che i nostri ragazzi, spendendo ore e ore alla tv, non siano piú capaci di parlare e usare bene la lingua. Basterebbe insegnargli che con la lingua si può anche giocare, e si divertirebbero persino ad andare a caccia degli errori sintattici dei presentatori tv.
Ersilia Zamponi, che insegna alla Scuola Media Rodari di Crusinallo di Omegna, Novara (segno che non è necessario vivere a Parigi per essere all’avanguardia), mi ha mandato tre ciclostilati con gli esercizi fatti dai suoi alunni, assicurandomi che li organizza “oltre” il programma normale. Si assicuri, signora, potrebbe benissimo farli “invece” nel programma.
Infatti se l’insegnante fa rovesciare il senso di una poesia, siamo ben al di lá del gioco: perché per rovesciare il senso, occorre prima capirlo, e poi esplorare il vocabolario, ed esercitare il buon senso…Non vedo a che cosa altro debba servire la scuola. (…)
La scuola come gioco, piacere, divertimento. In cui non solo si impara, ma si fa quello che gli scrittori di tutti i tempi hanno fatto, si capiscono le potenze bifide, esplosive nel linguaggio; e col linguaggio si esplorano i meandri della coscienza.
Alle origini, enigma, poesia e metafora sono strettamente intrecciati, Aristotele lo sapeva. La piú alta delle metafore poetiche e il piú meccanico degli enigmi hanno in comune il fatto che le parole possano dire piú di quel che sembrano dire. Tra gioco di parole, lapsus, sogno e invenzione corrono legami sottili. Coraggio ragazzi, malgrado i programmi ufficiali la scuola sopravvive.

Umberto Eco


La soddisfazione per un’invenzione linguistica che piace, l’emozione dell’intuire e dell’indovinare, la sorpresa di una combinazione casuale, la sfida dell’enigma o la trasgressione del nonsense, la spensieratezza della comicità, l’intelligenza dell’ironia… Questa è la vita dei Draghi locopei: Ersilia Zamponi, un’insegnante sensibile e inventiva, e i ragazzi di una scuola media intitolata a Gianni Rodari, sul lago d’Orta. Assieme hanno usato le parole – i loro nomi, i nomi dei loro professori e delle squadre di calcio preferite, le parole dei libri e quelle della pubblicità – non per parlare o scrivere ma per trasformarle. Il loro inno è un esilarante rovesciamento di quello di Mameli: «Sorelle di Francia | la Francia va a letto | col piede infilato | in una ciabatta». «L’unico modo davvero possibile, davvero serio, per imparare a usare, a possedere, ad amare la lingua», avrebbe osservato Giovanni Raboni.
Sono gli Esercizi di stile della scuola e hanno sedotto molti altri insegnanti, studenti e lettori comuni: è quasi impossibile incontrare I Draghi locopei senza sentire la voglia di emularne i giochi. “Eccezionale per freschezza, genialità, mite eleganza” (Giampaolo Dossena), questo libro è un best-seller dal 1986.

Stefano Bartezzaghi

I Draghi locopei Imparare l’italiano con i giochi di parole di Ersilia Zamponi, edizione Einaudi

L’autrice di questo libro dice di aver proposto i giochi di parole alla classe, fuori dal programma. Io sono del parere che i giochi di parole soddisfino gli obiettivi che richiedono maggiori competenze da parte del bambino. Ogni gioco è considerabile la parte pratica di una teoria che il bambino acquisisce normalmente nelle ore di italiano. In molti giochi il bambino impara a saper dividere in sillabe le parole, a utilizzare il vocabolario, a conoscere nuovi termini, a studiare la poesia, il ritmo la rima…tutti elementi oggetto dei programmi didattici. Ma a questi si sommano la creatività del bambino, la fantasia, l’invenzione di nuovi prodotti che arricchiscono l’apprendimento.
Il gioco inoltre, rende l’apprendimento di nuove conoscenze meno noioso. Un sapere che viene applicato alle necessità concrete del gioco, risulta piú facile da capire e da ricordare.

I Draghi Locopei sono nati per metamorfosi anagrammatica della frase “giochi di parole”. Nel libro sono illustrate diverse tecniche utilizzate per realizzare giochi di parole, con i risultati pratici che l’autrice ha rilevato all’interno della sua classe. Le tecniche presentate: si passa dalle piú comuni come l’anagramma, il colmo, gli acrostici, i rebus, alle meno conosciute come il logogrifo, il metagramma, i bifronti, i falsi alterati, la sciarda, i mesostici… Altri riferimenti letterari sull’argomento: “Grammatica della fantasia”, di Gianni Rodari, Einaudi, Milano 1983 Risorse online: http://kidslink.bo.cnr.it/reni/linguaba/ I risultati di giochi di parole di una classe seconda della scuola media statale Guido Reni di Bologna. http://www.nightgaunt.org/anagrams/anagrams.htm Motore che anagramma in modo automatico le frasi inserite dall’utente. http://www.filastrocche.it Barzellette, canzoni, colmi, composizioni, conte, fiabe, filastrocche, giochi, indovinelli, ninne-nanne, passatempi, poesie, proverbi, ricette, scioglilingua a misura di bambino. http://www.bdp.it/Rodari Uno spazio dedicato a Gianni Rodari, per conoscere l’opera, l’uomo, le tracce del suo lavoro nella scuola… ma anche per incontrarsi, collaborare e fare nuove esperienze. http://www.bdp.it/quintocircoloTV/Limerick/limerik.htm Pratica e teoria del limerick realizzata da alcune classi della scuola elementare “Giuseppe Toniolo”.

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1 commento »

  1. Questo è stupendo! 😀

    Commento di Godot — febbraio 23, 2009 @ 5:27 pm | Rispondi


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