Parole in gioco

febbraio 17, 2009

Cos’è un limerick?

Filed under: Didattica,Gianni Rodari,Giochi di parole,Poesia — paroleingioco @ 6:09 pm

Un limerick è un breve componimento poetico tipico della lingua inglese, di contenuto solitamente nonsense, che si propone di far ridere o quantomeno sorridere. Il limerick classico è sempre composto di cinque versi, di cui i primi due e l’ultimo, rimati tra loro, contengono tre piedi e quindi tre accenti, mentre il terzo e il quarto, a loro volta rimati tra loro, ne contengono solo due. Lo schema, quindi, è AABBA, anche se le eccezioni a questa regola sono innumerevoli.

Nel limerick più comune il primo verso deve sempre contenere il protagonista, un aggettivo per lui qualificante e il luogo geografico dove si svolge l’azione, mentre i restanti versi sintetizzeranno l’aneddoto e nell’ultimo verso (solitamente) viene richiamato il protagonista, magari definendolo meglio.

Le origini del limerick sono assolutamente ignote e per quanto vi siano numerose ipotesi nessuna ricerca ha mai scavato nelle radici di questo buffo componimento. L’Oxford English Dictionary, prima e principale fonte sull’origine del limerick, sostiene che questa proviene dalla tradizione di riferire versi nonsense ai matrimoni, versi che sovente terminavano con la frase “will you come up to Limerick?“, ovvero la città irlandese e l’anonima contea. Una conferma di questa teoria, a dire il vero, non esiste da nessuna parte… ma visto che non ne esistono di migliori prendiamola per buona!

I limerick furono resi famosi da Edward Lear (1812-1886), pittore, poeta ed insegnante di disegno della regina Vittoria, che ha in pratica codificato quello che è il limerick moderno. Limerick più o meno noti sono stati scritti anche da Lewis Carroll, Robert Louis Stevenson, James Joyce e Bertrand Russell.

In Italia vale la pena citare almeno Gianni Rodari, che alla “Costruzione di un Limerick” ha dedicato addirittura un intero capitolo della suo libro Grammatica della fantasia. E proprio con un limerick di Gianni Rodari, autore da riscoprire da grandi e piccini, mi pare giusto aprire questo omaggio a una piccola arte che può rivelarsi uno splendido modo di giocare con le parole.

Un signore molto piccolo di Como
una volta salì in cima al Duomo
e quando fu in cima
era alto come prima
quel signore micropiccolo di Como.

– . – . – . – . – . – . – . – . – . – . – . –

Una volta un dottore di Ferrara
Voleva levare le tonsille a una zanzara.
L’insetto si rivoltò
E il naso puncicò
A quel tonsillifico dottore di Ferrara

– . – . – . – . – . – . – . – . – . – . – . –

Un cuoco furbo

Un abile cuoco di nome Dionigi
Andava a comprare le uva a Parigi,
così invece di semplici frittate
faceva “omelettes”molto raffinate
quel furbo cuoco chiamato Dionigi.

Gianni Rodari

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