Parole in gioco

novembre 18, 2008

Discorso a un bambino

Filed under: Libri — paroleingioco @ 9:20 pm
01 copia

Se ti dicono sempre che sei bravo, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di sfruttarti.
Se ti dicono sempre che sei intelligente, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di farti schiavo.
Se ti dicono sempre che sei buono, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di opprimerti.
Ma
Se ti dicono Studia, non temere;
tu potrai fare un mondo senza scuole;
se ti dicono Taci, non temere;
tu potrai fare un mondo senza bavagli;
se ti dicono Obbedisci, non temere;
tu potrai fare un mondo senza padroni;
se ti dicono Chiedi perdono, non temere:
tu potrai fare un mondo senza inferni.
Non credere
A chi ti comanda, a chi ti punisce,
a chi ti ammaestra, a chi ti insulta, a chi ti deride,
a chi ti lusinga, a chi ti inganna, a chi ti disprezza.
Essi non sanno che tu sei ancora un uomo libero.

Marcello Bernardi  – Discorso ad un bambino Manifesto di M. Bernardi edito dalla Libreria dei ragazzi, Milano, 1978.  – Foto di Patrizia Ercole ©

Marcello Bernardi, pediatra di professione ma pedagogista per passione, è stato per decenni il referente italiano di quella pedagogia radicale rappresentata negli USA da Ivan Illich e da Paulo Freire – mentre, storicamente, lo è stata da Godwin in Inghilterra, Leone Tolstoj in Russia e da Francisco Ferrer in Spagna.
Egli ritiene che, scopo dell’educazione comunemente e ancora ora molto spesso intesa o praticata – e dunque della scuola – non sia quello di far evolvere un individuo verso la propria realizzazione al fine di renderlo felice ma far sì che l’individuo si adatti a quel tanto di infelicità che gli è imposto da un sistema dato e considerato immutabile. In altri termini, come direbbe Marcuse, l’educazione tende a fare in modo che l’uomo viva liberamente la propria mancanza di libertà.
Ne consegue che il cittadino bene educato non è colui che cerca di rendere felice la propria ed altrui esistenza e che lotta a questo scopo anche contro la situazione esistente, ma bensì colui che si è bene adattato al sistema dominante, che lo accetta e che, per sua scelta, vi partecipa, evitando i conflitti con l’ambiente in cui vive e i problemi collegati alle manifestazioni di dissenso.
Ben altra cosa è l’educazione libertaria auspicata da Marcello Bernardi, testimoniata dal suo impegno militante e dai suoi scritti: essa comprende quell’insieme d’atteggiamenti e di comportamenti che aiutano un individuo ad essere se stesso, a realizzare pienamente la propria personalità, a progredire secondo le proprie linee evolutive; e che cerchi insomma di rendere felice sé stesso e gli altri, lottando a tale scopo anche contro la situazione esistente.
Inoltre: “L’accordo, fra conservatori, esiste solo sul valore-autorità, che tutti giudicano fondamentale e inviolabile. Infine c’è chi nonostante tutto crede in alcuni valori di rango ‘inferiore’ come la fratellanza fra gli uomini e la libertà. Ma, trattandosi di valori capaci di sovvertire l’Ordine stabilito ove siano presi troppo sul serio, non entrano generalmente in alcun discorso.”
L’assunzione delle proprie responsabilità contro i condizionamenti del potere, della società, del consumismo, è elemento peculiare del pensiero di Bernardi, che ha individuato nell’infanzia il momento adatto per intervenire, in quanto in una società adulta ormai i giochi sono fatti e le opportunità di cambiamento sono impossibili – se non in casi isolati.
Eppure “(…) credo che l’adulto che si rapporti a un bambino debba veramente rovesciare se stesso come un vestito, deve cambiare stoffa, svincolarsi da questa mentalità che ci sommerge. (…)
Un bambino fa scoppiare le contraddizioni del sistema più di quanto possa fare un adulto, ormai assuefatto alla dipendenza e all’accettazione del sistema in cui vive. In una delle sue ultime interviste, ad un giornalista che gli chiedeva se ci siano vie di uscita dall’egemonia di una scuola inadatta a far crescere un individuo libero, Bernardi rispose : Vorrei ricordare ai genitori le parole di un famoso pedagogo olandese: “ogni bambino è un principe della luce che poi con l’educazione diventa una sorta di cretino”. In tanti anni di lavoro mi è capitato di vedere molti ragazzini, quasi tutti dotati di immaginazione, coraggio, sete di conoscere, e pochi, quasi nessuno, provvisti della virtù di quell’obbedienza cieca, pronta e assoluta che molti educatori e genitori vorrebbero. Ma poi, mediante l’educazione, sono stati corretti, svuotati, di immaginazione e di coraggio e riempiti di obbedienza. Voglio dire che bisogna fare in modo che ogni persona, anche in età infantile, sia libera di essere ciò che è e non subisca quel processo di smantellamento della libertà a cui tutti continuiamo ad essere sottoposti».

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1 commento »

  1. […] Marcello Bernardi , pediatra di professione ma pedagogista per passione, è stato per decenni il referente italiano di […]

    Pingback di palla di pelle di pollo | viaggio nel blu — giugno 27, 2012 @ 6:08 am | Rispondi


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